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Lacedonia

Bel paese mi parea questo, che mi ridea dalla sua altura. Là erano molte memorie della mia fanciullezza, e là aveva lasciati molti sogni de’ miei sedici anni.

Fa fatica, Lacedonia, a guardare gli altri paesi dell’Irpinia da questo punto estremo della Campania. La Puglia e la Basilicata, che sono a due passi, si annunciano in ogni aspetto del paesaggio. Eppure, è come se la “verde Irpinia” avesse qui una replica di sé, quasi un ultimo sussulto, nella bellezza incontaminata di una valle, quella dell’Osento, su cui si affaccia il paese. Lì deve aver rivolto lo sguardo il De Sanctis nella sua tappa elettorale, scorgendo il Vulture e rimembrando versi caldi e spontanei. Qui egli volle la Scuola Rurale, divenuta poi Istituto Magistrale. A valle del paese, dicono gli storici, fu il luogo della memorabile definitiva sconfitta dei Sanniti ad opera dei Romani (239 a.C.). Oltre ai reperti di questa epica battaglia, il territorio su cui il paese è edificato conserva caratteristiche grotte scavate nel tufo, probabili ripari delle genti che vi abitavano sin dall’età neolitica.
Da Lacedonia, seguendo il torrente Osento tra luoghi incontaminati, si raggiunge il lago artificiale S. Pietro, tra Monteverde e la vecchia Carbonara, ove è un pregevole Museo della Cultura Contadina.

Lacedonia