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Bisaccia

Poi mi condussero al castello, e mi mostrarono la stanza del Tasso. Chi diceva: è questa, e chi diceva: no, è quella. Mi fermai in una che aveva una vista infinita di selve e di monti e di neve sotto un cielo grigio. Povero Tasso! Pensai; anche nella tua anima il cielo era fatto grigio.

Il paese è adagiato, a 820 metri di altitudine, su un incerto costone d’argilla dal quale resiste imperterrito agli assalti della natura e del tempo. Qui, dicono gli archeologi, fu attivo un nucleo di operosi abitanti fin dal IX secolo a.C. Tra loro, due secoli più tardi, un gruppo di donne, abili tessitrici della lana della vicina Daunia, come testimonia la “tomba della Principessa” che l’Area Archeologica ha restituito, tra altre cento. Domina sul centro antico il Castello, risalente all’VIII secolo, nucleo primitivo del borgo feudale che si sviluppa a valle di esso con la tipica struttura medioevale. Qui si trovano pregevoli palazzi nobiliari, tra cui quello appartenuto ai Capaldo, che ospitò il De Sanctis, e case con facciate e portali in pietra scolpita. Nel centro è anche il Duomo della metà del ‘700 a tre navate, anch’esso con portale in pietra. Spiccano al suo interno i marmi policromi dell’altare ed il coro ligneo seicenteschi.
Dal castello di Bisaccia si vede la Daunia e, quando il cielo è limpido, il promontorio del Gargano ed il faro del golfo di Manfredonia.

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