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Morra De Sanctis

Dunque una costa in pendio avvallata è Morra. Ed è tutto un bel vedere, posto tra due valloni [….] Non ci è quasi casa, che non abbia il suo bello sguardo, e non c’è quasi alcun morrese, che non possa dire: io posseggo con gli occhi vasti spazi di terra.

I due valloni sui quali si affaccia Morra (“irpino” fino al 1937, quando divenne Morra De Sanctis in onore del più illustre dei suoi figli) sono le valli dei torrenti S. Angelo e Isca. Gli storici e gli archeologi hanno incluso il territorio di Morra nella cultura dell’Età del Ferro di Oliveto-Cairano. Le origini del paese dunque risalirebbero all’VIII secolo a.C.. Il nucleo del paese è sorto intorno al castello, recentemente restaurato, che fu dei Morra. Alla storia di questa famiglia baronale rimane legata la storia del paese fino all’eversione della feudalità. L’impianto architettonico del maniero è chiaramente cinquecentesco, anche se la fabbrica ha subito importanti lavori di ristrutturazione sia nel 1965 sia dopo le distruzioni causate dai francesi nel 1799 e dai sismi del 1805 e 1911. Non lontana dal castello, la casa natale di Francesco De Sanctis; a due passi, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo chiude la piazzetta più volte rievocata, teatro non soltanto “di trastulli puerili” ma anche delle lacrime che accompagnarono la partenza degli “otto morresi del ventuno” verso l’esilio.
Dal balcone di casa De Sanctis, e da ogni casa di Morra, si gode la vista verso l’Oasi sul Lago Artificiale di Conza della Campania e dell’antica città romana.

Morra De Sanctis