Laboratorio di scrittura
Scuola Holden In collaborazione con il Parco Letterario Francesco De
Sanctis
Castello Ducale di Bisaccia (AV)
13, 14, 15 luglio 2001
Il percorso e gli insegnanti
L'obiettivo fondamentale del Laboratorio di scrittura è scrivere racconti che,
al di
là del loro carattere specifico, siano esplorazioni dei "luoghi" della
narrazione, in
modo tale da raggiungere una percezione "critica" e "produttiva" della
propria
scrittura narrativa. L'idea si fonda su un progressivo incremento della
consapevolezza e della sensibilità narrativa, sullo sviluppo di una capacità di
ascolto della propria scrittura e di quella degli altri.
Gli iscritti saranno divisi in due gruppi di 10 persone e seguiranno un laboratorio
con i docenti della Scuola Holden; che, partendo dai racconti dei partecipanti,
lavoreranno attraverso esercizi pratici ed esempi famosi letterari e non, sulla
costruzione del personaggio, sul dialogo, sulla trama, sul ritmo, sulle parole.
Valeria Castrucci
È nata a Parma e vive a Roma. Ha frequentato il master in Tecniche della narrazione alla
scuola Holden di Torino, interessandosi in particolar modo di editing. Collabora con una
collana per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Dal luglio 2000 lavora
presso Marcopolo, il canale viaggi del gruppo Sitcom, visibile sulla piattaforma D+.
Riccardo Mazza
È nato a Pescara e vive tra Roma e Pescara.
Si è diplomato nel 2000 alla Scuola Holden, e dallo scorso anno accademico insegna
scrittura creativa nel Laboratorio di Lingua Italiana del corso di laurea in Scienze della
Comunicazione (Università di Teramo) con un seminario dal titolo "Scrivere non è un
hamburger". Scrive anche per la televisione.
Le storie
I partecipanti devono scrivere un racconto di massimo 4 cartelle prendendo spunto
e suggestione dai due brani tratti da due diverse opere di Francesco De Sanctis.
Il dì appresso visitai tutti i luoghi dov'era passata la mia fanciullezza. Fui nel
sottano, e dove si ammazzava il porco, e dove era la mangiatoia pei cavalli, e dove tra
mucchi di legna o di grano solevo trovar le uova ancora calde e portarle
alla mamma. Quel sottano sonava ancora dei miei trastulli fanciulleschi. Poi sbucai
nell'orto, e salii il fico e mi empii di ciliegie, e feci alle bocce o alle palle,
correndo, schiamazzando. Ero in piena aria, in piena luce, mi sentivo rivivere. Dopo il
pranzo feci la passeggiata per la via nuova, tra compagni e compagne. Mariangiola mi
teneva per mano, una bella giovanotta, un po' più grande di me, e io mi lasciavo fare, e
mi veniva l'affezione.
La Giovinezza, cap. 6, Don Cicirelli
Mi si parlò del castello di Bisaccia, dove si diceva era stato il Tasso, e mi promisero
di mostrarmi la stanza dove aveva dimorato. [
] mi condussero al castello, e mi
mostrarono la stanza del Tasso. Chi diceva: è questa, e chi diceva: no, è quella. Mi
fermai in una che aveva una vista infinita di selve e di monti e di neve sotto un cielo
grigio. Povero Tasso! Pensai; anche nella tua anima il cielo era fatto grigio. Che vale
bella vista, quando entro è scuro? Stetti un po' affacciato. Vedevo certi ultimi monti
così sfumati, così fluttuanti, che parevano nuvole, e mi davano l'impressione di
quell'interminabile, di quel lontano lontano che spaventa, e rimasi un pezzo balordo, e
non indovinavo l'uscita.
Un Viaggio Elettorale, cap. 6, Bisaccia la gentile.
Orari
venerdì 15-18, sabato 10-13/15-18,
domenica 10-13
Posti disponibili
20
Quota di iscrizione
nessuna
Per iscriversi, telefonare al numero
0827 42488 |